Alessandro Aramu

Giornalista

Se rubi una petroliera a me, ne rubo una a te

Se rubi una petroliera a me, ne rubo una a te

I Guardiani della rivoluzione islamica dell’Iran hanno sequestrato una petroliera nelle acque del Golfo persico. La conferma arriva direttamente da Teheran attraverso un comunicato letto dalla televisione di Stato. Si tratta di una petroliera (forse la Riah, battente bandiera panamense e di proprietà della compagnia emiratina Prime Tankers) carica di un milione di litri di carburante che, secondo i pasdaran, sarebbe stato contrabbandato.

Si tratta della prima risposta della Repubblica Islamica dopo il sequestro, avvenuto nelle scorse settimane, della petroliera iraniana Grace 1 da parte dei Royal Marines al largo di Gibilterra. Secondo le autorità britanniche, la nave trasportava petrolio destinata alla Siria in violazione dell’embargo imposto dall’Unione europea.

In campo è scesa anche la Guida suprema della rivoluzione, Ali Khamenei, che ha affermato come l’Iran non abbia alcuna intenzione di lasciare senza risposta gli “atti di pirateria” commessi dal Regno Unito. Peraltro, proprio Londra ha rivelato che il mancato rilascio della nave iraniana dipende da Israele che ha chiesto espressamente di non consegnare a Teheran l’imbarcazione. Il ministro degli esteri britannico, dopo tutto, aveva assicurato una rapida riconsegna in cambio della garanzia di non rifornire più greggio alla Siria.

Come nel passato, si riapre la caccia alle petroliere nella acque internazionali. Il teatro è ancora una volta il Golfo Persico. Non è un caso che la Gran Bretagna abbia deciso di inviare una terza nave da guerra per contrastare una eventuale ritorsione dell’Iran dopo i fatti che hanno riguardato la Grace 1. Intanto, tra vedere e non vedere, i guardiani della rivoluzione hanno “recuperato” una petroliera fantasma straniera riportandola nelle proprie acque territoriali.

Della serie: se tu rubi una cosa a me, io ne rubo un’altra a te.

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Alessandro Aramu

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