Alessandro Aramu

Giornalista

Droga, Italia ai primi posti in Europa. Colla, cocaina ed eroina già a 8 anni

Italiani popolo di drogati, nel senso vero del termine.  Soltanto un anno fa il bollettino annuale EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze) confermava un dato significativo, che smonta la retorica del proibizionismo che ha impernato le politiche di Governo negli ultimi decenni: il nostro paese è fra i peggiori in Europa, con il 22% degli adulti fra i 15 e i 64 anni che nel 2017 ha fatto uso di una qualche sostanza. L’Italia si colloca in terza posizione dopo Repubblica Ceca e Francia. Per quanto riguarda il consumo di cannabis siamo addirittura in seconda posizione a pochissima distanza dalla Francia, e in quarta per assunzioni di cocaina. Una percentuale di consumatori pari a quella dell’Olanda che, però, ha da tempo fatto scelte coraggiose che, attraverso la legalizzazione e severissimi controlli per chi la vende, hanno tolto il traffico e lo spaccio di alcune sostanze stupefacenti dalle mani della criminalità organizzata.

Di recente ho scritto di come nel nostro paese ci sia una nuova ripresa del consumo di eroina, con modalità assai diverse rispetto agli anni Settanta e Ottanta.  Rispetto a un grammo di eroina costa esattamente la metà e questo ha indotto a una ritorno di questa droga che è la sostanza che crea la dipendenza più dannosa per sé e per gli altri (gli è stato assegnato un punteggio di 55 su una scala ipotetica di 100) – dopo l’alcool (più di 70 su 100). Seguono il crack, le metanfetamine, la cocaina, il tabacco. La cannabis, per intenderci, ha un effetto negativo calcolato con un valore di 20 su 100.

La politica, però, si è incentrata troppo spesso su questa sostanza per sbandierare azioni di contrasto alla droga che sono soltanto strumentali e costituiscono un ottimo paravento per il colossale fallimento del proibizionismo culturale e ideologico che da sempre regna in una parte consistente della nostra società. Trattare la marijuana alla stregua dell’eroina o dalla cocaina dimostra ignoranza e malafede e non aiuta a risolvere il problema. Semmai, lo ignora.

Insomma, negli ultimi due anni il consumo di eroina è aumentato di oltre il 100%, i morti più del 10%, ma noi si continua a sbandierare come vittoria delle politiche di contrasto al consumo e alla diffusione della droga la chiusura di qualche “cannabis shop”. La mafia albanese, la ‘ndrangheta, la camorra e Cosa Nostra se la ridono e ringraziano per tanta grazia.

Un’altra anomalia è rappresentata dal fatto che Italia, dove anno dopo anni cresce il consumo di sostanze stupefacenti, continua a usare il carcere per gestire il fenomeno delle tossicodipendenze. Una gestione fallimentare, che non risolve in alcun modo il problema, semmai lo peggiora. A pagare sono anche le casse dello Stato che ogni anno deve sborsare milioni di euro a causa per gestire la detenzione a seguito dei cosiddetti reati da droga.

Infine, per delineare un quadro allarmante, c’è un altro dato che fa davvero rabbrividire: dal 2013 a oggi  in Italia sono raddoppiati i ragazzi tossici. L’età media è sempre più bassa, si incomincia presto, prestissimo: 8 anni. I bambini sperimentano colla, cocaina ed eroina. A tredici, ci raccontano i più recenti studi, c’è chi si prostituisce per una dose. Sono in forte crescita anche gli adolescenti sottoposti al Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Ecco, a me sembra che tutto questo sia materia per aprire una grande discussione a livello nazionale su come fronteggiare questa emergenza. Ma la politica, di governo e di opposizione, l’opinione pubblica e il sistema dei media, con qualche rara eccezione, sono distratti dai rumori che fanno le loro voci. E così il nostro paese, inesorabilmente, affossa.

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